Corriere della Sera - 10 aprile 2009
Novità Dopo New York e Parigi la moda è arrivata a Milano. Basta cliccare su Internet i siti giusti...

Il concerto? Nel salotto piace di più

Da Raiz a Cristicchi: così i fan ascoltano i cantanti in un' atmosfera intima Il padrone di casa offre l' ospitalità, gli spettatori pagano tra i 20 e i 30 euro e l' artista chiede un cachet ridotto In un loft in zona Maciachini, seduti scalzi sul pavimento di resina gialla, 70 ospiti hanno ascoltato per un' ora e mezza Raiz, l' ex cantante degli Almamegretta. La casa è di Stefano Panichi, pubblicitario: «Tra una canzone e l' altra ho potuto chiacchierare con uno dei miei artisti preferiti - dice il quarantenne milanese -. Un' esperienza unica». Il salotto di casa si trasforma in palcoscenico. Con amici e ospiti in terra, sui cuscini del divano, mentre a un passo Gianmaria Testa, Simone Cristicchi, Syria, Saturnino, Andrea Rivera si esibiscono dal vivo. La nuova tendenza è l' house concert, uno spettacolo organizzato tra le pareti domestiche. Un fenomeno in voga da New York a Toronto, da Londra a Parigi e che ora si sta diffondendo anche a Milano dove, per ospitare cantautori e cantanti, musicisti e attori bastano un click su Internet e una stanza capace di accogliere almeno 50 persone. «Chi ne sente parlare per la prima volta pensa subito alle feste esclusive organizzate dai vip. Invece gli house concert sono per tutti», spiega Paola Iafelice, 34 anni, ideatrice insieme a Claudio Ripoli, 36 anni, di www.salottolive.it, uno dei siti (come www.cosediclassica.it e www.b-locale.it) che fanno incontrare artisti e appassionati. «Gli spettatori pagano un biglietto che va dai 20 ai 30 euro - dice Ripoli -. Il padrone di casa offre l' ospitalità e l' artista accetta un cachet ridotto per condividere con il pubblico passione e progetti in una dimensione più intima e diretta. Noi facciamo la direzione artistica e pensiamo al catering e agli impianti musicali». Gli house concert si svolgono sempre in case diverse e i posti riservati agli amici di chi ospita sono al massimo uno ogni dieci. «Altrimenti non ci sarebbe gusto - sottolinea Iafelice -. Aprire l' abitazione a persone sconosciute fa parte della filosofia delle case-concerto». Per entrare nel club degli appassionati bisogna registrarsi sul web agli eventi in programmazione. L' indirizzo di chi ospita rimane segreto fino ad alcune ore prima del live quando, chi ha acquistato il biglietto, riceve un sms. Poi, inizia lo spettacolo.M.A.
Gianmaria Testa «Pare di tornare ai mitici anni 60» Gianmaria Testa si esibisce volentieri nei salotti. «Prima di suonare si chiacchiera, si discute e si mangia tutti insieme - racconta il cantautore, nato 51 anni fa in provincia di Cuneo da una famiglia di agricoltori -. Proprio come si faceva fino agli anni ' 60 nelle mie campagne, prima che la televisione prendesse il sopravvento». «Non c' è la sacralità del teatro - prosegue -, l' ambiente è familiare e spesso non serve neppure il microfono. Meglio un house concert che cantare davanti a tremila persone. Sono esperienze che arricchiscono e mi consentono di arrivare a un pubblico diverso. I più giovani, spesso non possono permettersi il prezzo del biglietto di un teatro». L' impegno e la tensione che richiede un concerto casalingo sono comunque notevoli. «È quasi più difficile suonare davanti a poche persone di cui incrocio gli sguardi. Si percepiscono anche gli umori individuali...». (mas.ang.) * * * Syria «Mi lascio andare, senza patemi» «È stato il concerto più bello che ho fatto negli ultimi anni. Fosse per me canterei solo nei salotti». Syria non nasconde il suo entusiasmo per il nuovo modo di fare musica. «Quando sono sul palco è il gruppo che mi carica e mi aiuta a superare la tensione. In casa, invece, non ce n' è bisogno. Siamo tutti più rilassati», spiega la cantante romana, che si esibisce con tre elementi dei Perturbazione (Gigi Giancursi, Cristiano Lo Mele ed Elena Diana) e il chitarrista di Mario Venuti, Tony Canto. «Con un buon bicchiere di vino in mano - dice ancora - è più facile lasciarsi andare. Così tra una canzone e l' altra racconto di me, della mia vita. E quando sbaglio mi fermo e spiego il perché, come se fossi tra amici. Tutte cose che non potrebbero mai accadere in un' arena o sul palco di Sanremo dove, ogni volta che affronto quelle scale, mi si azzera la salivazione».
Angeli Massimiliano